venerdì 8 gennaio 2016

I braccialetti della speranza di Luigi Dinardo





Autore: Luigi Dinardo

Titolo: I braccialetti della speranza

Editore: Youcanprint

Pagine: 192

Copertina: Morbida

Data di uscita: 2015








TRAMA

Ivan ha un rarissimo tumore allo stomaco. Cristian e Katia hanno la leucemia. Tre giovani anime che non possono sopravvivere senza l'aiuto di qualcuno. Riusciranno a trovarsi? L'amicizia e la solidarietà saranno sufficienti a salvare le loro vite? Dopo "Braccialetti rossi", un'altra storia di vita vissuta, di speranza, d'amore.


INTERVISTA ALL'AUTORE


Amy: Salve Luigi e benvenuto!

Luigi: Grazie per l’invito nel tuo splendido blog.



Amy: Allora, parlaci di come è nata l'idea di questa storia.

Luigi: Ho scritto questo romanzo alcuni anni fa, subito dopo la morte di una cara zia. Ho seguito tutto il percorso della malattia, di come lei si sia spenta in pochi mesi. La situazione mi aveva talmente shoccato che sentivo il bisogno di sfogarmi. Spero di essere riuscito a trasmettere al lettore qualcosa. Questo è di certo il romanzo più impegnativo che abbia mai scritto nella mia vita.



Amy: Per te scrivere è sempre stato semplice e scorrevole o anche tu come molti hai sofferto del cosi detto: BLOCCO DELLO SCRITTORE?

Luigi: Certo, ci sono alcuni periodi dove non hai l’ispirazione, dove la tua mente pensa a tutt’altro. Questo, lo ammetto, è uno di questi. Da tanto tempo sto cercando di portare a termine un romanzo ambientato in Texas, ma in questo periodo non ho proprio l’ispirazione. Attenderò momenti più rosei. Non ha senso scrivere quando non si è ispirati, anche perché si rischia di scrivere male. Meglio pazientare.



Amy: Ti ispiri a qualche scrittore in particolare? Se è si perchè?

Luigi: Domanda difficile questa! Seguo molti autori di generi diversi come John Grisham, Ken Follett, J. K. Rowling, Stephen King, Clive Cussler e tantissimi altri, ma non mi ispiro a nessuno in particolare. Tendo a essere indipendente. Anche se preferisco gli autori stranieri.



Amy: Qual'è il tuo genere preferito di lettura?

Luigi: Leggo un po’ di tutto, ma devo ammettere che prediligo il genere thriller/Gialli. Mi piace immergermi nell’indagine e cercare di scoprire il colpevole. Ho scritto anche un thriller tempo fa dal nome “Il sangue del bersagliere”. Il mio preferito in questo genere è Jeffery Deaver, un vero maestro. Ultimamente però sto scoprendo anche le storie un po’ rosa, che ho snobbato per anni per pregiudizio. Alcune sono davvero piacevoli.



Amy: Cosa ti ha spinto ad autopubblicarti piuttosto che cercare una casa editrice?
Luigi: Ad essere sinceri a qualche casa editrice ho inviato il mio romanzo. Un paio mi hanno anche risposto affermativamente, ma proponevano una tiratura bassissima, una percentuale ancor più bassa e una promozione inesistente. In pratica dovevo fare tutto da solo, farmi pubblicità per conto mio. E allora ben venga per il self-publishing, almeno la mia percentuale è più alta e posso prendere personalmente tutte le decisioni.



Amy: Perchè dovremmo leggere il tuo romanzo?

Luigi: “I braccialetti della speranza” è un romanzo pieno di amore, di fiducia, di sofferenza e di speranza. Ci ho messo tutto il mio cuore quando lo scrivevo, ho provato a immedesimarmi nelle persone che combattono ogni giorno contro la malattia. Inoltre il romanzo affronta tematiche importanti come la famiglia, la malattia, l’amore, la religione e solidarietà. Sono convinto che la mia storia riuscirà a toccare le corde più intime di diversa gente, e non lo dico per spavalderia. Semplicemente sono soddisfatto di quello che ho scritto e dell’impronta che sono riuscito a dare alla storia.



Amy: Luigi, sei riuscito a scrivere un romanzo e ad autopubblicarti. Parlaci della tua esperienza

Luigi: Autopubblicarsi a mio avviso è un’ottima alternativa all’editoria tradizionale. Sappiamo benissimo che è molto difficile farsi pubblicare da una casa editrice, anche perché molte di loro non accettano manoscritti e scelgono i loro autori solo tramite agenti famosi o canali privilegiati. Quindi, quando un autore crede nella propria storia è giusto che gli dia vita. Diversi autori dopo l’autopubblicazione sono stati notati da importanti case editrici. Io personalmente innanzitutto scrivo per me stesso, perché mi piace e mi fa stare bene. E mi dispiacerebbe se le mie opere, i miei racconti e i miei pensieri, dovessero restare inascoltati e isolati su un file del Pc. Molto probabilmente in futuro continuerò a usufruire dell’autopubblicazione, anche perché con il trascorrere degli anni questo servizio si è evoluto parecchio, la qualità è migliorata e i prezzi sono calati. Lo consiglio a tutti.



Amy: Descrivi il libro in 3 parole

Luigi: Commovente, attuale, riflessivo.



Amy: Grazie per la tua gentile disponibilità. A presto.

Luigi: Grazie a te per lo spazio che mi hai dedicato.



Link d'acquisto

AMAZON 
http://www.amazon.it/braccialetti-della-speranza-Luigi-Dinardo/dp/8891188255

YOUCANPRINT
http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/i-braccialetti-della-speranza.html



10 commenti:

  1. Grazie per questa bella intervista! ;)

    RispondiElimina
  2. Questo libro è in attesa di essere letto da un bel pò... ho letto alcune recensioni e ne parlano tutti molto bene... Credo che sia la mia prossima lettura *_*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi auguro di aver accesso ancora di più la tua curiosità :D

      Elimina
  3. Mi sento molto vicina alla trama del romanzo ho perso da poco mamma per un tumore ...credo che mi farebbe bene leggerlo grazie per la bella recensione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. mi spiace per la tua perdita :(

      Elimina
    2. Grazie! Anche per la tua carina iniziativa ...cerco di svagarmi così

      Elimina
  4. Che bella intervista Amy, e complimenti anche a te Luigi,sarà certamente una lettura che farà bagnare gli occhi ma accenderà di certo una luce sul cuore!Ne sono certa!

    RispondiElimina
  5. Davvero una bellissima intervista :)

    RispondiElimina
  6. Non ho mai letto Braccialetti rossi perchè non era il mio genere quindi non saprei.. Sembra carino, ma non ho mai letto di una malattia così grave e credo che stare ogni minuto con un fazzoletto T_T

    RispondiElimina